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[DIY INTERVIEW] CarlottinaLab.

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L’artigiana di oggi si chiama Carlotta, vive nella splendida Sardegna e da diversi anni si diletta a creare borse e accessori. Ammetto che io stessa non conoscevo il suo marchio, CarlottinaLab., ed è stata lei stessa a presentarmelo con una mail accattivante e professionale. Così sono andata a sbirciare tra le sue creazioni e le ho trovate più che interessanti, soprattutto la nuova collezione realizzata con l’accostamento di pellami ed altre stoffe. Ho così colto al volo la palla al balzo ed ho deciso di intervistarla per voi, scoprendo una Carlotta quasi mamma simpaticissima, oltre che brava!!

Chi è Carlotta in cinque parole? Carlotta è una ragazza fondamentalmente distratta, ingenua, allegra un po’ pasticciona e incapace di cucinare dolci. Alcune di queste caratteristiche (solo quelle positive ovviamente) si riflettono nel mio lavoro, mentre per quelle negative, son dovuta correre ai ripari imparando a mie spese che l’attenzione per i particolari e la precisione rendono un prodotto migliore. E visto che bruciavo tutte le torte, mi son messa a cucire!

So che sei una autodidatta: come hai imparato a cucire e cosa consiglieresti a chi vuole cominciare a farlo partendo da zero? Si, ho iniziato a cucire da sola quando avevo 14 anni, ci ho messo molto tempo per questo ad imparare: il processo di apprendimento di un autodidatta è molto più lungo rispetto a quello di una persona che segue un corso per esempio. Si impara a proprie spese, arrivando da soli alle soluzioni, ma alla fine la soddisfazione per essere riusciti a farcela è grandissima. Consiglio quindi di sperimentare, di non avere paura e iniziare dalle cose semplici per arrivare mano a mano a quelle più complesse.


Quando hai deciso di trasformare una passione in un lavoro? In realtà non sono ancora sicura che questo sia il mio lavoro, penso che, trattandosi, del mio sogno più grande ho addirittura paura a definirlo tale. Nonostante occupi la maggior parte delle ore della mia giornata , quando mi chiedono “cosa fai nella vita” non so ancora cosa rispondere. Però mi sto impegnando davvero affinché il mio piccolo laboratorio evoluzioni a tal punto da poter essere definito il mio lavoro.

Hai appena lanciato la tua nuova collezione “A fior di pelle”, raccontacela: la collezione “A fior di pelle” del Carlottinalab. per l’autunno e l’inverno 2012/2013 si rifà ad un immaginario e romantico giardino d’inverno, in cui fiori dalle forme antiche e dai colori capaci di evocare vecchi ricordi, si sposano con morbidi pellami che invitano a lasciarsi accarezzare. Da qui il nome della collezione. All’interno della collezione sono presenti shopping bag, pochette, tracolle e cartelle dalle forme classiche e vestibili. Ma ci sono anche accessori come collane, orecchini e gli ormai conosciuti mettilintesta. Le borse sono tutte realizzate interamente a mano e si contraddistinguono per l’alta qualità degli accessori e dei pellami. Le borse sono pezzi unici e le rende particolari la loro capacità di modificarsi e adattarsi alla persona con l’uso, manipolate dagli oggetti che contengono e dalla donna che le indossa. Ho curato ogni aspetto della produzione di questa collezione con particolare attenzione, dal concept, alla scelta dei pellami e dei materiali fino alla realizzazione dei cartamodelli, poi al confezionamento delle borse (che realizzo interamente io) per arrivare infine alla collaborazione con le fotografe che hanno realizzato il servizio fotografico (Cecilia Murgia ed Elisa Vacca). Inutile dire che il processo è lungo e che richiede molto tempo e molta cura, ma un lavoro ben fatto regala sempre grandi soddisfazioni.

Che importanza ha CarlottinaLab nella tua vita privata e professionale? Come ho già detto, per me, cercare nuovi tessuti, aspettare con asia l’arrivo di nuovi pellami, fare ricerche sulle possibili forme che può assumere una borsa, cucire, incollare, fotografare, parlare di borse, rappresenta la mia attività principale. I miei studi in architettura mi hanno sicuramente segnato per quanto riguarda l’approccio con il materiale. Un approccio che vuole andare al di là della semplice forma e del colore, ma che cerca di capirne i punti di forza e le debolezze. Un approccio al design e al progetto di un manufatto a 360 gradi, una progettazione totale, che nulla lascia al caso pur lasciando spazio alla sincerità del materiale e alla spontaneità delle forme.
Da cosa ti fai ispirare quando crei nuovi modelli e nuovi accessori? Come tutte le persone che creano qualcosa, l’ispirazione arriva dagli stimoli esterni del mondo che ci circonda: dai colori, dalle persone per strada, dalla natura, dalle forme, dai libri, dai film, dalle vetrine e dai nostri ricordi. E’ poi il creatore che interpreta questi stimoli, li mescola e crea la propria interpretazione di tutti questi stimoli esterni. Ognuno di noi possiede un proprio bagaglio immaginifico che, se utilizzato a sua volta per creare qualcosa, porta a risultati sempre diversi.


Non riusciresti a vivere senza… una chitarra rosa e il chitarrista che ci sta dietro, la mia macchia da cucire, il nuovo dosatore per il caffè, il sapone di marsiglia e la mia famiglia.

Dove possiamo trovare le tue creazioni? Le trovate a Cagliari da Coirami Concept, a Carbonia da Ganesh e in altri punti vendita sparsi per l’Italia (l’elenco completo, nella colonna a sinistra del suo blog, qui). Vendo anche online su Blomming.

Il tuo mantra? Attualmente, visto che ho un esserino in corpo che tra qualche mese uscirà continuo a ripetermi semplicemente che “andrà tutto bene”.


Ciao!! Un grazie di cuore a te per avermi offerto la possibilità di parlare del mio lavoro! E buon lavoro anche a te!

Grazie Carlotta per la bellissima intervista, e tanti auguri per la tua super pancia!
Riferimenti:
- Blog: CarlottinaLab.blogspot.com
- E-shop: Carlottina Lab
- Facebook: CarlottinaLab Fan Page
- Email: carlotta.franzini@gmail.com

[Diy interview] Nivule Clothing!

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E finalmente dopo due settimane di pausa, una nuova intervista!! Con il post di oggi vi presento il brand della bravissima Novella, designer e artigiana del marchio “Nivule Clothing“. La sua mente e le sue mani danno vita a vestiti, sciarpe, maglie, cappotti… e a tutto ciò che colpisce la sua immaginazione!! 

Quando è nata la tua passione per il cucito? Da piccola ho imparato a fare sciarpe ai ferri, preparare vestiti alle bambole e riattaccare bottoni. Me l’hanno insegnato mia mamma e la mia prozia, che faceva la sarta. Ho fatto della mia passione un lavoro solo anni dopo, iscrivendomi all’Istituto Europeo di Design e facendo qualche esperienza di stage, ma alla fine ho deciso di provare a fare quello che mi piace di più: curare ogni abito dal disegno alla realizzazione. Mi piace indossare e creare abiti che abbiano una storia, qualcosa da raccontare e che siano artigianali, quindi diversi uno dall’altro.

Gli abiti di Nivule sono perfettamente confezionati come vere e proprie collezioni, ti senti più artigiana o designer? Entrambe le cose. Essere designer è comporre, notare ciò che ci circonda, saper accostare tessuti, colori e idee in maniera insolita. E’ la capacità di trovare la stampa che si inserirà al meglio nella forma e nello stile dell’abito. L’artigianato invece è il buon vecchio lavoro a mano, fatto con passione e sudore. E’ creare un pezzo che porta con se una storia o una piccola differenza da tutti gli altri abiti: la componente unica che si trova in ogni capo.

A chi e a cosa sono ispirati i prodotti di Nivule? L’ispirazione cambia di volta in volta, si modifica e si arricchisce, magari grazie ad una mostra, un film, un’immagine o un viaggio. Lascio che sia ciò che mi circonda a suggerirmi nuove idee e non è difficile trovare per ogni collezione una o anche diverse ispirazioni da fondere insieme. Componenti che invece rimangono nel tempo sono i tagli semplici, spesso asimmetrici e la passione per il vintage fa sì che alcuni abiti portino con sé una ventata di passato.

Raccontaci la nuova collezione: per la collezione invernale ho preferito concentrarmi sulla ricerca di tessuti anziché sulla creazione di nuovi cartamodelli. In generale è più colorata del solito, con stoffe vintage che mi hanno permesso di cucire dei pezzi unici in una mini collezione limitata. Ho introdotto anche qualche felpa da uomo su grande richiesta di fidanzati e amici vari. Per aiutarvi a passare l’inverno ho realizzato, quasi letteralmente, una valanga di colli, sciarpucci e calde fasce per tenere le teste al riparo senza tirare fuori gli antiestetici cappellini di “pail” rimasti nell’armadio dalla settimana bianca delle medie. La collezione estiva, che è già in cantiere, prevede diversi toni di colore, dal verde, all’azzurro al rosso e bellissime sete stampate recuperate da angoli di magazzino e da stock degli anni passati. Anche per l’estate sono previsti alcuni pezzi unici o in edizione limitata con tessuti vintage e nuovi capi da uomo. Stay tuned :-)  

Qual’è il capo d’abbigliamento che ti piace di più produrre? Quello che esce perfetto al primo colpo! 
Se potessi scegliere, anche spaziando con la fantasia, chi vorresti che indossasse le tue collezioni? Mi piace molto vedere come ognuno dei miei vestiti trovi da sé la persona ideale, soprattutto quando espongo ai mercatini handmade, ma mi scenderebbe una lacrimuccia a vederli indossati da Louise Brooks.  


Cosa non deve assolutamente mancare quando crei? Non ho bisogno di niente, anche se potrebbe sembrare poco interessante…anzi a ben vedere ho bisogno del niente. Il momento in cui creo, sia che duri 5 minuti che 2 ore, sia che mi trovi in casa o per strada, è una completa astrazione della mente, che si deve aggrappare ad un’idea più o meno vaga e farla germogliare, fiorire in un capo. Il vero momento della creazione per me è silenzioso e raccolto. Una volta chiarite le idee ed impugnate le forbici allora posso ad esempio mettere un po’ di musica e passare all’azione. 


Che importanza ha questa attività per la tua vita personale e professionale? La vita professionale e quella personale sono in stretto contatto. Lavoro prevalentemente in casa e condivido la passione per l’handmade con diversi amici/amiche, quindi l’importanza di Nivule è grande, sia su scala personale che professionale

Progetti futuri e sogni nel cassetto? I sogni nel cassetto, si sa … fanno la muffa!A parte gli scherzi di progetti ce ne sono, da un possibile negozio-locale- laboratorio, al mercatino handmade A/mano che, con diversi altri ragazzi e creativi, organizziamo periodicamente qui a Piacenza. E poi chi lo sa, il futuro a volte riserva sorprese. 

Il tuo mantra: mi riposerò da morta, ahahah.

Dicci una cosa che ancora non sappiamo: sto imparando a ballare lo swing e il boogie woogie! Chissà che in futuro anche questo non influenzi le mie collezioni…

Grazie mille Novella!!! E se anche voi non vedete l’ora di scoprire le novità, la nuova collezione, e le sorprese di Nivule… ecco dove trovarla!!!

Riferimenti:
Facebook: Nivule Clothing
Etsy: Shop Nivule
Sito: Nivule.it
E-mail: info@nivule.it

[Diy Interview] Silvia’s think!

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Se avete sbirciato già la prima foto, avrete capito che l’artigiana di oggi ha avuto una idea più che speciale: quella di creare borse e accessori con un materiale molto particolare, la gomma industriale. Silvia crea completamente a mano borse, portafogli, pochette e gioielli aggiungendo borchie, fiori, teschi e disegni. Io ho adorato le sue creazoini, spero piacciano anche a voi!!


Come si è sviluppato il tuo progetto e che importanza ha per te qusta attività? Ho sempre avuto la passione di creare, reinventare e sperimentare, da piccola realizzavo di tutto e di più, astucci, pupazzetti, con qualsiasi materiale riuscivo a raccattare in giro, poi crescendo ho lasciato far prendere piede a questa passione, è nata come una ricerca di pezzi originali realizzati con materiali insoliti esclusivamente per me, ero stanca delle solite cose che trovavo in giro, ho visto con il tempo che ciò che realizzavo non piaceva solo a me, ma ricevevo continui complimenti, così ho deciso di renderla una vera e propria attività, che ora è il mio pane quotidiano, 12 ore della mia giornata sono dedicate al mio lavoro, con passione e tenacia.


In 5 parole, Silvia’s Think è… sperimentazione, creatività, ricerca, passione e artigianato.


Come vengono realizzati i tuoi prodotti? Qual’è il processo creativo prima e manuale dopo che permette la realizzazione di uno dei tuoi accessori? I miei prodotti sono interamente realizzati a mano ed esclusivamente da me, il processo creativo è sempre diverso, solitamente realizzo bozzetti, vado in cerca di materiali nuovi, poi posiziono il tutto sul piano di lavoro ed inizio a sperimentare e a constatare la fattibilità del prodotto finale, al 99% delle volte la borsa realizzata non è mai uguale al bozzetto, perché è proprio lavorando la materia che se ne capisce il potenziale, per i gioielli invece è un azzardo continuo e un caos in tutti i sensi, che piano piano cerco di assemblare componendo i vari elementi.

Che rapporto hai con la moda e l’artigianato? Se per moda si definisce l’alta moda, non ne sono molto interessata, non la guardo quasi mai, preferisco invece scovare giovani creativi, persone coraggiose con la voglia di sperimentare e azzardare, che non hanno paura di creare e sbagliare, credo che l’artigianato sia stato il nostro passato e che ritornerà alla grande nel nostro futuro, perché la manualità dell’individuo e una vera opera d’arte e dentro al mondo dell’artigianato si possono scovare fantasie tradotte in materia.


In assoluto, quale pezzo della tua collezione preferisci creare e qual è quello che il tuo pubblico apprezza di più? I pezzi che mi piacciono di più da realizzare sono quelli con gli schizzi, perché il risultato finale è sconosciuto anche a me che lo realizzo, si tratta di sperimentare e giocare come da bambini. Il modello di punta è sicuramente la pochette, in tutte le salse, ora vanno molto quelle realizzate con borchie.


A chi vorresti vedere indossare una tua creazione? Non è tanto importante chi è la persona che indossa le mie creazioni, quanto piuttosto sapere che qualcuno desideri realmente possederne una. Che da gomma industriale, quali sono le mie creazioni, realizzo accessori che si possono vedere indossati da chiunque, dalla ragazzina adolescente alla signora di una certa età, dalla ragazza dark, alla ragazza hippie…questo è bellissimo e mi da grandi soddisfazioni.


Dove vendi i tuoi accessori? E che rapporto hai con i mercatini? I miei accessori si posso trovare qua e la sparsi un pò in vari negozi d’Italia, da gennaio penso creerò anche un ecommerce online. Di mercatini ne ho fatti alcuni agli esordi, ora non li faccio più per svariati motivi, però mi piacciono molto quei mercatini “esposizione” di veri artigiani dell’innovazione.


Progetti in cantiere: attualmente il progetto più importante è quello di spostarmi in un nuovo laboratorio co-working. Questo nuovo spazio, che dovrebbe partire da gennaio, sarà costituito da creativi di vari settori riuniti appunto in un area comune, per dare vita a nuove collaborazioni e progetti.


Dicci qualcosa che ancora non sappiamo: che mi piace sperimentare continuamente forse lo avete già capito, sono sempre aperta a nuove idee e proposte anche di collaborazione. Quello che non sapete è che non riesco a buttare mai via nulla: sfoffe, gomma, bottoni, nastri ecc….e penso proprio che prima o poi farò la fine di “seppelliti in casa;)

Come ti capisco Silvia, anche io sono fan dell’accumulo!! :D

E voi, che borsa preferite?? Io in assoluto la prima, gialla come il sole e nel modello che più adoro!! 

E se vi è piaciuta l’intervista, ma soprattutto le sue creazioni, ecco dove potete trovarla!

Riferimenti:
Facebook: Silvia’s Think
Blog: Silvia’s Think Blogspot
E-mail: silviasthink@gmail.com

[Diy interview] Lait Noir

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Mercoledì, ormai il giorno della settimana che preferisco perchè ho modo di pubblicare le interviste che faccio ai creativi che adoro! Quando ho scoperto Lait Noir non ho resistito a inviarle una mail e a chiederle di partecipare a questa rubrica, innamorandomi letteralmente dei suoi disegni e delle sue creazioni. Chiara, la mente e le mani dietro a Lait Noir, infatti non crea solo abiti e accessori, ma anzi la sua vena artistica si è sviluppata e palesata per lunghissimo tempo esclusivamente sotto forma di illustrazioni. Ovviamente splendide!!


Sei una grande illustratrice: quando ti sei avvicinata al mondo della moda e come hai deciso di sviluppare anche questo tuo lato artistico? Il trasferimento da Roma a Milano, nel 2010, è stato il momento in cui ho deciso di provarci. Anche perché ero libera da impegni lavorativi e ho potuto finalmente concentrarmi su me stessa e su quello che avrei desiderato creare.

Le tue collezioni alternano pezzi estremamente divertenti e freschi, ad elementi più noir e bon ton. Dove nasce l’ispirazione delle tue creazioni? I punti di ispirazione sono veramente moltissimi, dalla natura alla musica, dai vicoli del centro storico all’interno di una tazza piena di the. Ma la cosa che amo maggiormente fare è perdermi nelle immagini, siano esse foto, disegni o video… il lavoro di molti miei colleghi mi lascia esterrefatta e mi stimola a creare cose sempre nuove o applicarmi in campi prima inesplorati, come ora è per la moda.

Cosa non deve assolutamente mancare quando crei? Mi piace molto ascoltare musica mentre lavoro, ma quando devo inventare qualcosa dal nulla ho assolutamente bisogno di silenzio, un caffè americano, qualche biscotto e le mie gatte che ronfano sul letto.

La tua nuova collezione sarà presto in vendita: raccontacela. General Winter è il nome di questa collezione. L’ispirazione è nata in un bosco coperto da una coltre di neve. Era pieno inverno e camminando tra gli alberi mi sentivo il sangue gelare nelle vene: ho così immaginato il viso della donna per la quale, nei mesi seguenti, ho cucito la collezione. Era la donna che ho poi ricreato nel servizio fotografico. I materiali usati sono sete, georgette, pelliccia sintetica… arricchiti da particolari come bottoni gioiello, pendenti in onice nero, ricami di paillettes.
Da pezzi per il giorno ad una collezione da sera. Come mai questa scelta? General Winter è una collezione pensata interamente per le amanti del pezzo unico, numerato e realizzato su richiesta; è dedicata a coloro che sappiano apprezzare il mondo della sartoria, dalla punta di un ago fino alla confezione nella scatola profumata. Inoltre è la prima collezione per la quale ho concentrato le mie energie mettendo per un po’ da parte il disegno. Ho pensato di dedicarmi a un progetto più alto e completo, sia nella realizzazione che nella sua comunicazione visiva.


A chi sogni di vedere indosso le tue creazioni? Banalmente mi piacerebbe vederle sulle mie attrici o musiciste preferite. Winona Rider starebbe da dio con indosso uno schoolgirl in vichy; adorerei poi vedere Polly Jane Harvey vestita da Generale Inverno… Bat for Lashes sembra nata per indossare uno dei nuovi headband…


Il tuo mantra: remember the small things.

Lait Noir si posiziona tra arte e moda. Cosa significano per te, rispettivamente, l’una e l’altra? Sono due facce della stessa medaglia. L’una non esisterebbe senza l’altra. Ogni stilista è anche artista e ogni artista crea tendenze.

Chiara è… un gran casino, tutti quelli che mi conoscono lo confermerebbero!


Ciao!! Ciao a te e grazie per questo spazio!

Riferimenti: 
Facebook: Lait Noir
Sito: laitnoir.it
E-mail: hello@laitnoir.it

[Diy interview] Giusy Laux

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Di nuovo mercoledì, di nuovo interviste! Dopo le risposte di Vanina di Did It Myself, oggi vi voglio far leggere quelle di Giusy di Giusy Laux, che con le sue borse a fettuccia ha conquistato il mio cuore (e non solo!) lo scorso anno in un famoso mercatino romano! :) Grazie Giusy per la tua disponibilità, a presto!! 



1) Quando è iniziata la tua passione per l’uncinetto? Diciamo che sono un autodidatta, ma con la passione nel sangue! Mia nonna era bravissima, faceva centrini e coperte ad una velocità sconvolgente, penso che uno dei ricordi più vivi che ho di lei è proprio con un uncinetto in mano che tesse qualche meravigliosa vettovaglia. Mia madre invece è bravissima a fare la maglia, mentre io sono negata! Io, richiamata da una sorta di “istinto genetico”, con l’attesa del primo figlio, dovendo stare a letto per un distacco, ho cominciato ad appassionarmi al crochet in maniera sempre più insistente e ho cominciato a confezionare cappellini, costumini, etc…


2) Come è nata GiusyLaux? Giusy Laux handmade è nato veramente per caso e per una concatenazione di eventi che si sono intrecciati tra loro. In realtà io mi sono fatta una borsa per me traendo ispirazione da una fantastica borsa di Stella McCartney regalatami da mio marito e scoprendo contemporaneamente l’uso di queste fantastiche fettucce. Le borse sono piaciute talmente tanto che prima ho cominciato a venderle alle amiche, che me le chiedevano insistentemente, e poi ho creato il marchio che oggi mi rappresenta!

3) Sappiamo che le tue creazioni vengono realizzate con materiali di riciclo: dove recuperi i materiali e come ti è venuta in mente l’idea? In realtà l’idea delle fettucce non è venuta in mente a me, io ho solo riutilizzato un concetto e l’ho reso più glamour! Mi spiego meglio: ho scoperto che nelle zone del bergamasco venivano riciclati tessuti di alta moda e trasformati in fettucce che servivano per fare tappeti (ti ricordi i vecchi tappeti multi color nelle cucine di casa fatti con tante fettucce intrecciate?) e borse di ogni tipo, ma sempre troppo simili alle vecchie borse della nonna. Io ho invece creato delle borse “cool” e appetibili ad un pubblico di giovani fashion addict, creando forme alla moda e inserendo catene e dettagli preziosi che le hanno rese inconfondibili tra le altre. A Napoli è stato un successone, che ha dato seguito, inaspettatamente,  ad una serie di tentativi di imitazione che francamente mi fanno più piacere che altro!


4) Chi indossa le tue creazioni, e a chi sogni di vederle indosso? Le mie creazioni sono indossate da ragazze giovani, che hanno un certo gusto per il fashion e le creazioni originali. Sono persone che comprano nelle boutique più “alla moda”, ma che amano anche possedere oggetti unici e irripetibili! Dopo quest’estate, in cui le mie borse sono state vendute in posti come Saint Tropez, Positano, Forte dei Marmi, non so quali altre porte mi si potranno aprire, spero tante… Non so sarebbe gratificante scoprire un giorno che anche “it girl” come Bianca Bardolini dell’Adda, Charlotte Casiraghi o Margherita Missoni, per esempio, abbiano scelto di indossare una mia creazione… Infondo sognare non costa nulla!!!


5) Al momento la tua collezione prevede solo borse, pensi o hai mai pensato di ampliarla all’abbigliamento o ad altri accessori? Da quando la mia vita è entrata in questo mondo, ogni cosa, ogni luogo diventano fonte di ispirazione per immaginare qualcosa da creare. Spero di riuscire presto ad ampliare la mia gamma di accessori, ma solo a condizione di creare qualcosa di originale e legato sempre al crochet.

6) Parlaci di Giusy: Giusy è una giovane donna di 35 anni, con due bambini meravigliosi e una vita piena di sorprese continue. Mi sono laureata a pieni voti in Sociologia con indirizzo di Ricerca Sociale, non avrei mai e poi mai immaginato di fare di una passione un lavoro e invece ci sono riuscita con grandi soddisfazioni. Ora però la passione va coltivata e nutrita, per questo mi sono iscritta ad una scuola per designer e modelliste dove spero di acquisire le nozioni tecniche necessarie per concretizzare tutte le idee che mi frullano per la testa.

7) Ti consideri una designer o una artigiana? Oggi sono ufficialmente e anche fiscalmente un’artigiana che crea con le mani delle borse a crochet. Ma spero un giorno di diventare qualcosa di più, anche se ho 35 anni, non credo che il tempo sia tiranno e limiti le possibilità di realizzarsi…non è mai troppo tardi per riuscire in quello che appassiona! Io dopo tanto “vagare” so che è questa la mia strada e spero un giorno di potermi meritare a pieno il titolo di designer.


8) Qual’è il valore dell’artigianato oggi? Oggi il valore dell’artigianato si è un po’ perso, siamo stati distratti e assaliti dall’artigianato altrui e dai prodotti in serie a basso costo di paesi esotici e non. Credo però che le cose stiano cambiando, la gente è stanca dei prodotti in serie, tutti uguali tra loro, è alla ricerca di prodotti unici e di qualità fatti a mano, che richiamino le tradizioni di cui tutti noi andiamo fieri e che siano soprattutto made in Italy. Basta farsi un giro in ognuna delle nostre regioni per scoprire il patrimonio di lavorazioni artigianali che possediamo e che non possiamo assolutamente permettere si estinguano. Penso alle lavorazioni al telaio, al tombolo, ai pizzi italiani, per citarne alcuni…

9) Dove possiamo trovare le tue creazioni? Le mie sono borse artigianali prodotte per la maggioranza in “limited edition”. A Napoli il rivenditore ufficiale è Anna Lì a Via dei Mille e poi anche Dieci Dieci. Da quest’inverno ho inserito una rappresentante attraverso cui verrà distribuita, nella mia regione la Campania, una collezione basic. Per il resto dell’Italia, ho in programma di viaggiare molto e partecipare ai “meet up” che si svolgono nelle varie città… Li adoro!!

Ovviamente poi, per richieste particolari e acquisti on line basta contattarmi all’indirizzo info@giusylaux.com.

10) Progetti futuri e sogni nel cassetto? I progetti per il futuro prevedono di strutturarmi maggiormente come azienda in modo da potere gestire al meglio le risorse e le capacità acquisite. Sogno un giorno di crescere e di diventare un’azienda che da lavoro a tanta gente e soprattutto a tante donne che come me amano l’handmade. Un po’ come Estèe Louder che aveva cominciato facendo i suoi prodotti di bellezza nella cucina di casa e che ha creato un’impero! Megalomane? No… sognatrice!

11) Una cosa che ancora non sappiamo: …che questo è solo l’inizio, c’è ancora tanto da scoprire!!

Riferimenti:
Facebook: Pagina Facebook Giusy Laux 
Mail: info@giusylaux.com!

Che ne pensate, vi piacciono? A me tantissimo!!!

[Diy interview] Vanina – Did it myself

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Eccoci con la primissima intervista della nuova rubrica DIY interview. A inaugurarla è Vanina, amica virtuale conosciuta diversi anni fa che, negli ultimi mesi, ha cominciato a creare una sua linea personale di gioielli totalmente DIY o, meglio, DIM, come lo stesso nome del suo brand: Did it myself.

Cominciamo!


Vani, definisciti in cinque parolecon la testa tra le nuvole, emotiva, divertente, osservatrice, precisa.

Quando e come è iniziata questa tua passione? La mia passione per il fai-da-te è iniziata davvero da pochissimo e non avrei mai immaginato che quello che allinizio era solo un gioco (e lo è ancora oggi!) avrebbe preso poi questa piega. Ora vivo tutto questo con entusiasmo e spero che duri il più a lungo possibile!

In che ambiente e atmosfera progetti e crei i tuoi lavori? In tutta sincerità? Dove capita :D in camera mia, sulla scrivania, sul letto, in cucina, in salotto.. Citando un famoso programma direi che… lattacco darte può prendermi praticamente ovunque!

Dove vendi le tue creazioni e qual’è il tuo rapporto con i mercatini? Fino ad ora ho sfruttato moltissimo il passaparola tra amiche e conoscenti e piano piano sto tentando di farmi conoscere tramite i social network, soprattutto Facebook e Instagram. Ho in mente di aprire uno shop online, magari sfruttando una piattaforma come Etsy o Blomming. Infine mi piacerebbe moltissimo avvicinarmi al mondo dei mercatini, ma per ora sono ancora una novellina e devo capire bene come destreggiarmi.

Chi sono i tuoi jewelry designer preferiti e\o ispiratori? Non saprei, non ho grandi conoscenze a riguardo. So però bene cosa mi piace e tendo quindi ad affidarmi il più possibile ai miei gusti personali.

Che progetti hai in cantiere per il tuo brand e per la tua vita privata? I progetti sono il mio punto debole. Per ora lunico obiettivo che mi propongo è tentare di portare avanti questa nuova passione, magari farmi conoscere un po di più. Ho in mente tante idee nuove, spero di riuscire a realizzarne qualcuna e di riuscire a rendere tutto compatibile con i miei impegni da studentessa.

A chi vorresti vedere indosso le tue creazioni? A chiunque. Sono sempre felicissima quando vedo che qualcuno indossa una mia creazione, anche se si tratta semplicemente di unamica.

Qual’è il tratto distintivo della nuova collezione? Beh, visto che su questo non ho ancora le idee chiare direi limprovvisazione e la sorpresa, no? :D

Vanina non esce mai senza…? I miei gioielli, ovviamente. Ho due anelli, alcuni braccialetti e l’orologio a cui non posso proprio rinunciare.

Nel cassetto, i tuoi sogni? Come ho già detto prima, mi piacerebbe moltissimo che questa mia passione continui nel tempo, anche perché devo ammettere che la costanza non è di certo il mio forte. Quindi, anche se per ora voglio che rimanga un gioco, desidero tantissimo che tutto questo in futuro possa darmi qualche soddisfazione.

Dicci una cosa che ancora non sappiamo: frequento la facoltà di Medicina & Chirurgia e ho un cane carlino meraviglioso che si chiama Napoleone.

Un saluto: grazie mille a Trend-Hub per questa meravigliosa opportunità e a tutti voi che leggerete questa intervista. E sempre bello, e anche un po’ sorprendente, sapere che c’è qualcuno che apprezza il tuo lavoro, per quanto piccolo o poco conosciuto sia.
Grazie a te Vanina! E se vi sono piaciute le sue parole e le sue creazioni… ecco tutti i riferimenti!

Instagram: @Vanina_