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Pitti Fragranze 2013

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Sono passate già un paio di settimane, ma l’odore di Stazione Leopolda è ancora qui: sto parlando di Pitti Fragranze 2013, fiera della profumeria artistica e di nicchia che ho avuto l’onore di visitare il 15 settembre. La mia bella guida fucsia è impregnata di fragranze grazie alle mouillette che ho conservato all’interno, è stata una giornata davvero stancante (anche perché andavo lì con persone del settore, che mi hanno fatto girare come una trottola tra un fornitore e l’altro!) ma sono rimasta affascinata da alcune nuove proposte che ci riserverà il mercato dei profumi a breve.

Pitti Fragranze 2013 (altro…)

Volevo una casetta piccolina in Canadà, con vasche, pesciolini e tanti fiori di lillà!

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Da piccola mi immaginavo che da grande avrei avuto una di quelle case Mulino Bianco circondate da fiori, piante, farfalle e portici di legno dipinto di bianco. Insomma, quello che oggi chiamano Shabby Chic e che negli anni ’90 chiamavamo “casetta in Canadà“. Il centro tavola pieno di lavanda, pareti dipinte con colori pastello, divani paffuti morbidi e coperte a scacchi per proteggersi dal freddo davanti al camino con una cioccolata calda.  Oggi, se ripenso a quella immagine romantica e decisamente rupestre, mi vengono i brividi. Io, che se vedo un insetto volante mi nascondo sotto il letto e se sento la parola “topo” salto sopra una sedia, io che non riesco a stare senza rumore e le case in legno mi fanno venire l’ansia. In pratica lo stereotipo di quella che i contadini indicherebbero – con disprezzo – “una di città“.

La passione – forse trasmessa da qualche gene di mammArchitetto, chissà – per l’interior design però non mi è passata e continuo giornalmente a fantasticare su case e appartamenti che vorrei. In tutti i miei sogni, però, ce ne è uno ricorrente: quello di avere una casa colorata. Non tutta colorata stile Teletubbies, per carità, ma piena di pareti colorate sì. Un esempio? Stanze completamente neutre ad eccezione di una parete, totalmente colorata. E così l’arredamento: bianco, con accenti in risalto qui e là. Un sogno.

Pareti colorate in casa (altro…)

Uomini e gattini: chi tira di più?

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Ho scoperto un Tumblr di cui non potevo non parlare. Una gioia per gli occhi che non c’è storia. E poi i gattini vanno di moda, magari mi si alza pure la posizione si guuugle. 

Tiè, beccatevi queste fotine di òmini pazzeschi, messi a confronto con i dolcissimi e irresistibili gattini. E non dite che sono talmente bellini gli animali che non sapreste tra chi scegliere, che non ci crede nessuno.


La selezione ovviamente è tra i miei preferiti, visto che la quantità di foto è lunghissima!! Potete trovarle tutte su Des hommes et des chatons!!

  


  


E adesso sputate il rospo: quale foto vi attizza (si può dire attizza su un blog?) di più?!

Play.

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Buon viaggio a me, buona Domenica a voi. Nella testa una canzone: modalità loop!

The Burning House

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La prima volta che sono capitata sulla pagina di questo progetto ho subito richiuso: mi sembrava quasi una forma di non rispetto verso chi la casa l’ha persa davvero, tra le fiamme o in altre disgrazie. Poi, invece, ho deciso di andare a curiosare meglio tra le pagine di “The Burning House” che chiedono: “Se la tua casa fosse in fiamme, cosa prenderesti prima di scappare?” 


E alla fine, come vedete nella foto qui sotto, mi sono lasciata coinvolgere anche io, e ho inviato il mio contributo a Foster Huntington, creatore del progetto.

- moleskine

- penna

- iPhone

- iPod

- Cuffie

- USB con foto

- Occhiali da sole

- La mia collana preferita

- Anello della nonna paterna

- Chiavi della mia inseparabile macchinuccia

- Uno (o più) libri di Andrea De Carlo

- Passaporto

- Le mie belle stringatine

- La mia borsa preferita, vintage, che era di mia nonna materna

Il progetto, lanciato nel 2011 su tumblr, è diventato anche un libro – raccolta con tantissime foto che l’autore stesso è andato a fotografare in giro per la West Cost e le Montagne Rocciose alla ricerca di immagini, e quindi personalità, diverse da quelle che solitamente leggono e seguono i blog.


Un modo per mettersi in gioco e per raccontarsi attraverso gli oggetti che più ci somigliano, fermo restando che probabilmente nessuno al mondo, in caso di estremo pericolo, riuscirebbe ad afferrare tutto ciò che fotografa. 


Qualora anche voi vogliate inviare la vostra lista di oggetti, potete farlo qui. E intanto raccontatemi: voi cosa cerchereste in tutti i modi di salvare?